Lacrosse in Italia, vede la luce una foto del 1932!

L’articolo che segue è il resoconto della scoperta dell’amico e stimato ricercatore Roberto Buganè, responsabile del progetto Museo del baseball e del softball italiani, di una fotografia riguardante la pratica del lacrosse sul suolo italiano datata 1932 (stima). La Federazione Italiana Giuoco Lacrosse, interpellata a riguardo in maniera informale, ha fatto sapere di non essere a conoscenza di una pratica del gioco in Italia prima della sua formazione ad opera dell’attuale presidente Fabio Antonelli nel 20031. Con la sua scoperta, Roberto Buganè rende un inestimabile servigio alla storia del lacrosse italiano, alla Federazione di questo sport in crescita vertiginosa ed alla storia delle attività sportive in Italia. Lo ringrazio per questo e per avermi reso partecipe della questione ed avermi addirittura onorato della sua prima pubblicazione. Allo stesso modo sono grato a Fausto Eugeni che generosamente ha acconsentito alla pubblicazione della preziosa foto della quale detiene i diritti dimostrando una devozione alla diffusione della cultura che purtroppo si sta smarrendo ed una grande empatia nei confronti del movimento “lacrossistico”. Con una notizia così e la collaborazione di due personalità del calibro di Buganè ed Eugeni, un migliore inizio per questo blog proprio non poteva esserci. (C.T.)


L’articolo che segue NON È soggetto al copyright del sito, se volete riprodurlo in qualsiasi forma contattate l’autore. Le fotografie fanno parte entrambe della Collezione Carlo Eugeni, di proprietà del figlio sig. Fausto Eugeni di Teramo.

Alla ricerca di testimonianze che consentissero di meglio chiarire la notizia giunta a noi circa la pratica del baseball presso la Regia Accademia di Educazione Fisica della Farnesina in Roma, grazie alla collaborazione della professoressa Angela Teja, sono venuto a conoscenza dell’esistenza di un libro dal titolo “Italian Physical Culture Demonstration” che racconta la grande avventura di 40 accademisti che nel 1931 vennero inviati negli USA dietro invito di Bernarr Macfadden, l’apostolo del culturismo americano, come lui stesso amava definirsi.

Il libro, autore Thomas B. Morgan, United Press Representative in Rome, era stato pubblicato nel 1932 per la casa Macfadden Book Company, Inc. di New York. Macfadden era un vero magnate americano, proprietario di giornali, alberghi, palestre e istituti di istruzione.

Il libro racconta dettagliatamente di come si giunse all’invito e di come si sviluppò la permanenza negli USA degli accademisti. Vi è anche la raccolta delle schede personali di ognuno dei 40. Sull’argomento di grande interesse per la storia del baseball italiano pubblicai alcuni anni fa, all’interno del museo virtuale della Federazione Baseball Softball, l’articolo “Il baseball in Italia nel ventennio fascista. Il ruolo dell’Accademia di Educazione Fisica della Farnesina”.

L’articolo suscitò interesse anche al di fuori del mondo del baseball, infatti, dopo non molti giorni dalla pubblicazione, giunsero e-mail da alcuni discendenti di quella spedizione. Uno era il figlio di un accademista che divenne poi il Comandante dell’Accademia, un altro era Fausto Eugeni, figlio del Carlo che aveva fatto parte di quella spedizione.

Con Fausto Eugeni è iniziata una fittissima corrispondenza con scambio reciproco di informazioni e documenti.

Fausto Eugeni, impegnato nella ricerca e valorizzazione degli eventi che caratterizzarono la vita di suo padre, con grande disponibilità mi inviò molte foto scattate in America, in alcune delle quali sono ritratti gli accademisti impegnati nel baseball. Devo qui dire che durante quella permanenza gli studenti vennero impegnati in gare e giochi sportivi: il libro cita specificatamente l’atletica, la boxe, la lotta, il tennis, il basket ed il baseball. Del baseball in particolare vi sono i dettagli tecnici di una partita giocata fra accademisti con un rilievo maggiore di quanto non vi sia per gli altri sport.

Gli accademisti vennero presentati anche al Presidente degli Stati Uniti Hoover e durante il colloquio Macfadden volle informare il Presidente che si stava insegnando il baseball a questi giovani italiani. Il Presidente commentò sorridendo: “Allora un giorno vedremo una squadra italiana impegnata nelle World Series!”.

Gli accademisti in posa per una foto che ritrae una fase di gioco del baseball. Sullo sfondo le statue dello Stadio dei Marmi con alcune statue ancora mancanti. Carlo Eugeni, il padre di Fausto, dovrebbe essere il ricevitore. (R.B.) © Collezione Carlo Eugeni, proprietà Fausto Eugeni, Teramo.

Fausto Eugeni si premurò anche di inviarmi due foto con atleti che giocano a baseball in Italia allo Stadio dei Marmi di Roma, la data esatta nella quale sono state scattate non è conosciuta ma ritengo sia dell’autunno 1931, lo stato di avanzamento dei lavori di costruzione dello Stadio sembrano confermarlo risultando lo stesso ancora incompleto come evidenziato da alcune statue di atleti non ancora poste sulle loro sedi. Le foto pur rappresentando delle azioni di gioco sono chiaramente delle pose e non delle istantanee. A quale scopo vennero scattate? La risposta probabilmente sta in una informazione passatami da uno storico dello sport di Bologna il quale afferma di avere nella sua raccolta di documenti storici un depliant pubblicitario dell’Accademia della Farnesina con sopra riportata una foto di accademisti che giocano a baseball.

Fausto Eugeni assieme alle foto dei giocatori di baseball mi inviò un’altra foto nella quale sono impegnati due accademisti, che siano tali lo dice chiaramente il simbolo stampato sulla maglietta, chiedendomi di quale gioco si trattasse. Si trattava chiaramente di lacrosse. Con la foto dedicata al lacrosse ve n’è un’altra dedicata all’hockey su prato. Cito quest’ultima foto perché nell’archivio storico dell’Istituto Luce esiste un filmato muto datato 1931 nel quale vengono presentati a Renato Ricci, capo dell’Opera Nazionale Balilla, il gioco dell’hockey prato ed il baseball. Nulla circa il lacrosse.

Ed ecco l'inestimabile reperto. Carlo Eugeni è l'atleta di destra. (C.T.) © Collezione Carlo Eugeni, proprietà Fausto Eugeni, Teramo.

Il lacrosse è notoriamente lo sport dei nativi americani e quindi è facile supporre che gli accademisti abbiano avuto i primi contatti con quello sport durante il loro soggiorno americano. È però anche vero che nel libro citato più sopra non vi è alcun accenno a questo sport. Con ogni probabilità si tratta della prima foto di atleti italiani che giocano a lacrosse sul suolo italiano.

Roberto Buganè,
responsabile del progetto Museo del baseball e del softball italiani.


Note

a cura di Christian Tugnoli

  • 1 Tale convinzione è riportata anche sul sito ufficiale: “La storia del Lacrosse in Italia comincia nel 2003 quando Fabio Antonelli tornato da un viaggio negli Stati Uniti (dove ha conosciuto questo sport in Colorado), incontra Robert Corna trentunenne italo-americano in Italia per lavoro, il quale con grande entusiasmo aveva già iniziato a radunare alcuni ragazzi per formare la prima squadra di lacrosse italiana: la ‘Roma Lacrosse Club’.” | torna su
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Pubblicato il 17 luglio 2011, in Fotografie, Lacrosse, Ricerca con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Mi complimento con Roberto, ma non mi stupisco, ormai conosco le sue scoperte che ci onorano in continuazione, dal momento che Roberto Buganè è tra i nostri soci più attivi. Nostri, della Società Italiana di Storia dello Sport,sede a Firenze, suo prossimo congresso a Milano il 24 settembre in chiusura della Mostra 150 anni di sport femminile in Italia, a cura della Fondazione Candido Cannavò con cui abbiamo collaborato, siete tutti invitati.
    Se queste “chicche” della storia, che non sono affatto pedanti, vi interessano, comunicherò agli altri soci la disponibilità del vostro sito ad ospitarle.
    Saluti cordiali
    Angela Teja
    presidente SISS

  2. Salvatore Finocchiaro

    Roberto, complimenti vivissimi a Te per l’appassionata ricerca storica ed al signor Fausto Eugeni il cui Padre, Accademista della Farnesina fece parte del gruppo che visitò gli USA.
    Colgo l’occasione per augurare ad entrambi le vancanze più serene ed un cordialissmo saluto.
    Ciaoo
    Finocchiaro

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